Alila Koh Russey

Iconico il resort Villa Koh Russey del gruppo Alila. Un progetto di Studiogoto, nel quale un’architettura scenografica si fonde e stempera nel lussureggiante paesaggio cambogiano, senza soluzione di continuità

di Raffaella Oliva

Previous Next

Integrare l’architettura nel paesaggio: è l’obiettivo che ha guidato lo studio di Singapore Studiogoto nella progettazione di Alila Villas Koh Russey, esclusivo resort sulla splendida Bamboo Island, al largo della costa sud-occidentale della Cambogia. Qui il team capitanato dall’architetto Chioh-Hui Goh ha dato vita a un complesso scenografico, ma immerso nella natura senza soluzione di continuità, come lo erano i templi dell’antico impero Khmer, fiorente civiltà all’origine di tradizioni come il teatro delle ombre con marionette di cuoio intagliato, oggi patrimonio dell’Unesco.

Questa la suggestione che ha condotto alla realizzazione di più di sessanta ville e suite a padiglione dalle dimensioni volutamente non imponenti, fuse con la lussureggiante vegetazione circostante e disposte su terreni con pendenza graduale in modo da garantire a tutti gli ospiti la vista sull’oceano.

In una prospettiva ecologica la topografia pre-esistente non è stata particolarmente modificata dall’intervento architettonico, ma al contempo Studiogoto ha voluto compiere un passo in più attraverso un’operazione duplice: da un lato, allontanandosi dalla sovrabbondanza decorativa e scultorea dell’architettura tradizionale cambogiana per abbracciare un approccio moderno basato sul ricorso a linee pulite e forme cubiche; dall’altro, celebrando comunque la tradizione Khmer tramite la reinterpretazione dei variegati motivi a quadri del krama, tipico tessuto cambogiano, in un’ottica spaziale.

Il risultato è un affascinante complesso turistico dove interno ed esterno dialogano e si confondono grazie alla presenza non solo di ampie vetrate panoramiche, ma anche di pareti lignee a griglia, ottime, tra l’altro, per favorire la circolazione dell’aria.

“Desideravamo che la comunità locale potesse apprezzare il resort come una rivisitazione positiva della propria cultura”, ha dichiarato Goh, che per il progetto ha ottenuto la certificazione di EarthCheck, organizzazione con sede in Australia che ha valutato la compatibilità di Alila Villa Koh Russey con il territorio, nonché le emissioni di anidride carbonica, ridotte anche grazie a pannelli solari e a sistemi di regolazione automatica dell’illuminazione e della temperatura.

In tutto ciò la semplicità delle geometrie è l’ingrediente che permette allo sguardo di concentrarsi sulla natura e sugli intriganti reticolati in legno che compongono la struttura. Legno che nei diversi ambienti del resort va ad accostarsi alla pietra e, negli arredi, al tessuto di canapa e al bambù di pouf e complementi dall’animo romantico, quali le semisferiche amache sospese disposte nella lobby come invito al relax.

Non mancano un’incantevole piscina a sfioro vista oceano, una spa fronte spiaggia per trattamenti olistici e massaggi, un centro fitness e due ristoranti specializzati in ricette fusion e cucina Khmer. Un progetto olistico, perfetto per il benessere di anima e corpo.