AHEAD Global Award 2019

NOA, lo studio di progettazione altoatesino fondato da Stefan Rier e Lukas Rungger, si aggiudica il prestigioso AHEAD Global Award 2019 con il progetto Zallinger e si posiziona al quarto posto con il Seehof. Una vittoria dettata dalla capacità del duo integrarsi nel territorio, raccontando storie uniche

di Alessia Delisi

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Con Zallinger avete vinto l’AHEAD Global Award 2019, scalzando The Warehouse Hotel di Singapore, l’Arno Hotel di New York e l’Hotel At Six di Stoccolma nella categoria Guestrooms: in cosa consiste la novità del progetto?

Stefan Rier: Si tratta anzitutto di una struttura che sorge sull’Alpe di Siusi, quindi all’interno di un parco naturale a 2000 metri di altezza. A livello architettonico la sua particolarità sta nell’essere ecosostenibile, e non parlo soltanto della certificazione ClimaHotel che pure abbiamo: nessuno degli ospiti può infatti accedervi con la propria macchina, ma d’inverno viene preso con il gatto delle nevi, mentre d’estate può usufruire dello Zallinger Bus. Non solo, siamo riusciti a vincere contro hotel di fama mondiale con degli chalet di soli 22 metri quadri. Lo sottolineo per dire che avremmo anche potuto realizzare un albergo a cinque stelle, con camere molto più grandi, ma abbiamo scelto di costruire di meno, creando spazi piccoli, ma gestiti al meglio, pieni di legno, caldi, confortevoli. Anche per quanto riguarda l’illuminazione serale abbiamo limitato l’inquinamento, concordando con il proprietario di dotare gli ospiti delle lampade Follow Me di Marset, con cui possono compiere il tragitto dalla casa principale allo chalet e viceversa. Ecco, io credo che la nostra vittoria sia data dall’unicità dell’esperienza che offriamo unita alla volontà di rispettare il paesaggio, integrandosi con esso.

Con il Seehof invece vi siete posizionati al quarto posto nella categoria Spa & Wellness…

S.R.: Penso che il motivo di questo posizionamento stia nell’aver lavorato a diretto contatto con i proprietari della struttura. Il Seehof è infatti, come il precedente, un albergo a conduzione familiare. Quello che noi facciamo è quindi tirare fuori, immettendolo nel progetto, il vissuto dell’albergatore. E questo credo che gli ospiti lo percepiscano, il fatto cioè che l’albergo si integra nel territorio, valorizzando al tempo stesso il modo in cui il proprietario lo vive.

Quali tendenze sono destinate a condizionare il settore alberghiero?

S.R.: Sicuramente la specializzazione della struttura alberghiera sarà uno dei nuovi trend. Noi per esempio stiamo progettando un Parenting Retreat, ovvero una sorta di evoluzione dei Family Hotel nati nel 2000. Abbiamo notato infatti che i Family Hotel hanno il più alto numero di clienti che ritorna. In questa struttura, che sorgerà a Sirmione, si potrà entrare solamente se si hanno figli ma non si vive più con il proprio partner. Quello che vogliamo fare è in altre parole mettere a disposizione sia del genitore single che del figlio tutto ciò di cui hanno bisogno, dal giardino privato all’area gioco, fino a uno psicoterapeuta con cui si può decidere di lavorare singolarmente, con il figlio o con gli altri genitori. Crediamo fermamente che di questo tipo di strutture ci sia oggi sempre più bisogno.