Wine Hotel: De’ Ricci a Roma

È nel centro di Roma il primo Wine Hotel al mondo: otto suite per vivere una wine experience visiva, olfattiva e gustativa. Intensa, persistente e di corpo

di Alessia Cipolla

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Il vino tira. Si sa. Le cantine si sono già da tempo attrezzate nel creare strutture per l’accoglienza. Vino, cultura e territorio sono le basi dell’enoturismo, un segmento di mercato in continua ascesa e inarrestabile. Ciò che mancava era un urban hotel per i wine lover e l’Hotel De’ Ricci è dedicato proprio a loro: si trova in via della Barchetta, a due passi da Campo de’Fiori e dal Ghetto, e nasce dalla passione per il vino di Lorenzo Lisi, proprietario dello storico ristorante Pierluigi a Piazza de’ Ricci, giusto lì dietro, con la collaborazione di Fabrizio Scannavino, direttore e sommelier. Una buona base perché, come ci ha insegnato Ian Schrager, se si vuole costruire un concept di successo, è bene essere esperti del tema. E convinti, in modo da essere convincenti.

Buon vino non mente

L’obiettivo è offrire un’soggiorno di lusso dove tutto, il servizio, gli arredi, i colori, l’atmosfera, il cibo ruotano attorno al vino e al suo mondo. L’impegno più arduo è stato realizzare una cantina di circa 1500 etichette nei sotterranei dell’albergo, con vini pregiati italiani e stranieri di varie annate, anche rarissime. Un tesoro da mettere a disposizione dei propri clienti.

Poi è stato selezionato uno staff all’altezza, composto non da semplici camerieri ai piani, ma da sommelier in grado di descrivere agli ospiti la vinificazione e le caratteristiche di un vino in più lingue, anche arabo e cinese. Il target è, infatti, internazionale, ricco ma composito. Possono essere wine lover o solo ospiti che voglio godersi una vacanza diversa e originale. Perché al De’ Ricci si può richiedere una bottiglia particolare prima dell’arrivo, o segnalare delle preferenze da inserire nella cantinetta privata in camera. Se non ci sono richieste particolari, la in-suite wine cellar è normalmente fornita di una bottiglia di bollicine, un bianco leggero, uno più strutturato o più profumato e uno straniero; lo stesso per i rossi.

C’è anche un’altra particolarità: è presente la cucina ma non una sala ristorante, sostituita da un elegante room service. Ognuna delle otto suite possiede, infatti, un salottino o una terrazza dove vengono servite le in-suite breakfast, il pranzo, l’in-suite aperitif e la cena.

Servizio “divino”

Sin dal momento in cui l’ospite arriva, il vino è il protagonista. Al momento del check-in viene offerto un calice di bollicine da gustare comodamente seduti nella lounge: niente stress, siamo a Roma. Al risveglio si può scegliere una Continental, una vegetariana o una Champagne breakfast, oltre ad altre proposte à la carte. Momenti di gusto che custodiscono un plus non da poco: il vino non viene solo servito ma anche spiegato e comunicato dal sommelier. Si può poi scegliere tra i wine tasting proposti dall’hotel o  accedere alla cantina sotterranea e scegliere direttamente tra le etichette presenti. Il private bar Charade al piano terra, poi, non è solo un luogo di incontro ma anche e soprattutto di formazione: lì vengono organizzate degustazioni private alla presenza dei produttori, un’occasione irrinunciabile per conoscere e apprezzare etichette prestigiose o di nicchia.

Vintage mood

Il progetto degli interni è stato curato da Andrea Ferolla e Daria Reina, autori di Chez Dédé, una boutique di tendenza con oggetti e arredi dal gusto originale e ricercato, disegnati dalla coppia e fatti realizzare da abili artigiani. Lo stile è vintage e modernista, ma con tocchi contemporanei grazie a un sapiente mix and match. All’interno sono presenti pezzi originali anni ’60 – scrittoi, mobili-bar, tavolini e sedute rivestite da tessuti moderni – affiancati da mobili e complementi dall’aspetto retrò ma difficili da ingabbiare in uno stile preciso. Oggetti senza tempo, come le esclusive lampade disegnate per le suite. Conferiscono un tocco particolare all’ambiente anche i murales nelle camere, dipinti dallo stesso Ferolla, autore anche della particolare grafica che contraddistingue i menu. Nei bagni, sempre in stile vintage, le piastrelle rettangolari con bisello, nere e lucide, e il lavabo retrò creano un efficace contrasto con il vetro e l’acciaio delle docce.